I protagonisti dell’editoria digitale iniziano a contarsi, compattarsi e muovere decisi verso il mercato.
Una bellissima notizia.
Eppure, ancora una volta, molti di loro mi sembrano dei talebani del digitale e ho l’impressione che non scorgano le reali potenzialità di questo mezzo.
Oggi, sulla mia Home di facebook appare questa frase:
“addio caro vecchio libro. Arriva la ebook lab Italia”
Ieri, dal mio intervento sull’ebookcamp del 18 settembre sono stati estrapolati due concetti: l’odore dei libri non è la mia passione (chi mi ha sintetizzato ha aggiunto che è stantio); chi ama leggere legge comunque. In quel post non faccio esattamente una gran figura, limitandomi a simili considerazioni.
In effetti, parlavo di altro.

Più mi addentro nella questione, insomma, e più mi sembra di scorgere un’aggressività un po’ bigotta. “addio caro vecchio libro” che vorrebbe significare? E’ da intendersi come un “vi sterminiamo tutti”? E a che pro?
Mi ricorda il trend delle pubblicità negative.
Ha senso questa cosa?

Per partorire un nuovo supporto culturale, bisogna presuppore l’eliminazione di un altro? E, anche se questa eliminazione di fatto avvenisse tra 5/10/100/1000 anni per cause naturali, è utile sin da ora aggredire, mordere, spingere lontano?
Perché?

Come ho scritto, deduco da tutto ciò che proprio molti protagonisti dell’editoria digitale siano i primi a temere il fallimento: questo li porta ad un approccio particolarmente aggressivo. Ma se guarderanno a tutte le possibilità del loro prodotto, invece che ai limiti dell’altro, non falliranno.

Buona fortuna, e… peace & love, ragazzi