Avete presente quelle fascette che si aggiungono ai libri in commercio, sulle quali campeggiano gli elogi del New York Times, di Nick Hornby o di un critico famoso? Ecco, ho pensato di prepararne qualcuna fai da te. In fondo, sebbene si tratti di un romanzo tradizionale, siamo in era di social network: il rapporto tra autore e lettore cambia, l’anarchia di giudizio rappresenta un criterio.

Da quando il mio romanzo è uscito, mi ha scritto tanta gente. Amiche e amici, per lo più, ma anche conoscenti, persone che non ho mai visto ma frequento sporadicamente sul web e, infine, sconosciuti. E’ una figata, tranne che per quelli malati di biografismo che magari, dopo aver apprezzato la mia breve fatica, scopriranno che sono un deficiente come gli altri. Succede.

Non sono bravo a darmi un tono.

Il mio sogno, comunque, è che siano queste parole che mi arrivano ad essere incluse nell’immaginaria fascetta che circonda il mio romanzo, i miei pescetti. Perciò, posterò qui alcune delle righe che mi hanno toccato, commosso, fatto pensare, turbato, spinto ad un sorriso autocompiaciuto.

Farò le mie fascette. Sebbene virtuali. Ecco la prima.

Pamarasca